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Il meglio e il peggio
della settimana

Il meglio

D'alema: durante la
puntata di Ballarò,
ha messo a tacere
Tremonti più volte.


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Il peggio

Carfagna: lei dovrebbe
combattere la
prostituzione in Italia.

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Questo blog
sostiene:




Barack Obama

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Le vignette di

Vauro

da: www.ilmanifesto.it

 

 

 

da: www.ilmanifesto.it

Italia Anno Zero

Marco Travaglio
Vauro
Beatrice Borromeo

Dal 2006 al 2009 la storia in presa diretta attraverso gli interventi di Marco Travaglio, le vignette di Vauro e le testimonianze dei giovani intervistati da Beatrice Borromeo.

Vi consiglio questo libro


 

 
19 aprile 2009
POLITICA
Amleto 2009
Il dubbio amletico degli elettori di sinistra (e degli antiberlusconiani in genere):






Chi votare?

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17 aprile 2009
POLITICA
Per Vauro, per la libertà di opinione e di satira
Ho appena finito di vedere la puntata di Anno Zero ed ho solo una parola da dire alla Rai sulla cacciata di Vauro che possa esprimere il mio stato d'animo:Vergogna.

La libertà di opinione e di satira è diventata di nuovo un optional, grazie a berlusconi e ai suoi soliti sudditi, che per non deluderlo non perdono tempo ad accontentare le sue idee di pensiero unico.

Adesso dobbiamo aspettarci un altro editto bulgaro?

Dobbiamo impedirlo assolutamente. Dobbiamo combattere e lottare con questo modo di pensare e sopratutto di fare pensare gli altri. E in questo contesto tutti coloro che scrivono sui blog devono intervenire e far sentire la propria voce. Dobbiamo ribellarci e non fare passare queste prese di posizione come un semplice licenziamento, ma come veri e propri atti di autoritarismo moderno.

Almeno, stasera, ci ha pensato Sabina Guzzanti a "riequilibrare" a modo suo (ed è un bel modo) la trasmissione.

Infine, ecco la vignetta incriminata:




Da: www.corriere.it
2 aprile 2009
POLITICA
Destra e Sinistra a confronto due mesi prima delle elezioni europee e delle elezioni amministrative
Mancano due mesi alle elezioni europee e alle elezioni amministrative. Quindi si può dire che siamo già in campagna elettorale. A questa campagna elettorale si arriva dopo quasi un anno di governo della destra di Berlusconi. È stato un anno molto particolare per la politica italiana. Innanzitutto si è visto un sempre più grande rafforzamento della componente berlusconiana dell'Italia e contemporaneamente un’implacabile discesa del leader dell'opposizione, Veltroni. Cominciamo ad analizzare quest'ultima situazione.

Subito prima delle elezioni politiche dell'aprile dello scorso anno, Veltroni aveva acquisito in tutta la sinistra (in verità soprattutto fra la base del partito democratico e della sinistra in generale) una più che buona considerazione, in quanto sembrava veramente l'homo novus: infatti, aveva fatto un buon lavoro di rinnovamento della classe dirigente, aveva messo sul tavolo della politica nuove idee e nuove proposte, aveva dato l'idea di un uomo che veramente poteva governare l'Italia con legalità e buon senso. Tutto questo però non era altro che una pura illusione: infatti, subito dopo la perdita delle elezioni (che riflettendoci oggi erano inevitabili per tutto quello che era successo durante il governo Prodi), Veltroni, invece di iniziare un’ardua opposizione nei confronti di un presidente del consiglio che si stava facendo e si fa sempre più autoritario, scelse una linea morbida, una linea addirittura di collaborazione con un governo che pensava a tutto e che pensa a tutto tranne che risolvere i problemi del nostro paese. Tutto questo ha portato a una vera e propria liquefazione dell'opposizione, poiché Berlusconi ha continuato e continua a farsi leggi ad personam (esempio eclatante il lodo Alfano) per sfuggire ai suoi guai, mentre il partito democratico si limitava e si limita ad una tenue opposizione, sperando sempre in un vicino ravvedimento del premier ed un inizio di un vero confronto con la maggioranza.

Purtroppo Veltroni non ha riflettuto sul fatto che questa maggioranza non ha nessuna intenzione di dialogare, poiché è tutta intenta a lustrare le scarpe al leader maximo e a chiedere la sua benevolenza. Questo, ineluttabilmente, ha portato a una discesa vorticosa dei consensi per il partito democratico, che, una dopo l'altra, ha perso tutte le elezioni dopo le politiche di aprile dello scorso anno, arrivando fino alle elezioni regionali sarde in cui un candidato di grande statura come Soru si è visto sopravanzare da un candidato che durante tutta la campagna elettorale si è fatto accompagnare come un'ombra da Berlusconi.

A questo punto Veltroni decide di lasciare la segreteria del partito. Questo è stato un gesto dovuto. Non poteva fare altrimenti.

La sua segreteria si ricorderà sicuramente per un inizio folgorante, dove milioni di persone sono andate a votare alle primarie, ma si ricorderà anche per un prosieguo molto mediocre e per un finale pessimo.

Gli errori commessi in quest’ anno di segreteria sono molti: in primo luogo la netta cancellazione nel linguaggio dell'ex segretario della parola "sinistra"; è quasi impossibile trovare una sua intervista in cui egli parlasse di sinistra o soltanto la nominasse. In secondo luogo l'abbandono del berlusconismo, considerato da molti fuori moda, ma (e gli eventi di questi ultimi mesi ne danno la riprova) di necessario bisogno per il popolo della sinistra che si vuole nettamente differenziare da un modo di pensare e concepire la vita in modo così assurdo come la pensa Berlusconi. In terzo luogo il non fare opposizione, ad oggi l'opposizione in Italia, purtroppo si deve dire, è l'Italia dei valori (cioè un partito non di sinistra); quindi, nel 2009, in Italia, la maggioranza di destra a come opposizione soltanto un partito non di sinistra.

Bastano queste tre situazioni a disorientare totalmente un normale elettore di sinistra e a questo punto che si spiega la caduta dei consensi del partito democratico. È una cosa molto semplice, non servono politologi. Ma a quanto pare Veltroni questa cosa non l'ha capita o forse l'ha capita adesso che si è dimesso. Paradosso dei paradossi, oltretutto, è il fatto che Franceschini, nuovo segretario del partito democratico di estrazione democratico cattolica, dice cose più di sinistra (e soprattutto più sensate) di Veltroni.

Dall'altro fronte cosa avviene: Berlusconi subito dopo la vittoria delle elezioni, nomina dei ministri molto particolari, infatti sono dei ministri dipendenti, cioè sono dei ministri che devono tutta la loro fama a Berlusconi, quindi sono dei ministri che per nessuna cosa al mondo andranno contro il loro leader maximo e accetteranno di buon grado ogni sua imposizione.

In seguito, comincia le sue lotte strettamente personali (che però vanno a discapito del restante 99,9% degli italiani): il lodo Alfano, la legge sulle intercettazioni, la legge sulla sicurezza che però toglie la benzina ai carabinieri e poliziotti, la legge sull'Ici che toglie soldi ai comuni per riparare le buche nelle strade, ecc...

Il tutto avviene in modo indisturbato grazie alla sua grandissima maggioranza, quasi plebiscitaria, e al fatto che l'opposizione è rappresentata soltanto da quei pochi parlamentari dell'Italia dei valori.

Negli ultimi giorni avviene quello che si può definire l'esaltazione suprema di un leader che si dice democratico ma che è tutt'altro, di un leader che abusa della parola libertà ma che crede che la libertà sia soltanto per chi possiede uno yacht in Sardegna: il congresso che sancisce la nascita del cosiddetto popolo della libertà, partito verticistico in cui Berlusconi appare sempre di più, ai suoi fedeli, soprannaturale; in cui Berlusconi afferma che "tutta" l'Italia è con lui, che parla ancora di comunismo distogliendo l'attenzione degli italiani sul vero problema del momento, cioè la crisi, che utilizza immagini, canzoni, suggestioni tipiche di un ventennio che tutti speravano fosse ancora lontano.

Ma come riesce Berlusconi ad avere tutto questo consenso?

Semplice, in questi anni le sue tre televisioni sono diventate un continuo spot elettorale nei confronti di Berlusconi e del popolo delle libertà. L'esempio più eclatante è che la cacciata di Mentana da Mediaset solo perché voleva fare una buona informazione al posto di un programma di intrattenimento. Questo fa capire che Berlusconi vuole in tutti i modi deculturare l'Italia, in quanto sa che meno gli italiani ragionano meno potranno contrastare tutte le sue assurde idee. Purtroppo, si deve ammettere, che negli ultimi anni questo progetto sta proprio riuscendo.

Con questo clima è con queste sensazioni si arriva alle elezioni europee e amministrative: con una destra sempre più forte è legata alla parola di un solo uomo e con la sinistra allo sbando che non riesce a trovare più l'identità, che sembra farsi inglobare dal modo di pensare e di agire tipico del berlusconismo.

È inutile dire che è ora che la sinistra si svegli, che è il momento di essere orgogliosi di essere di sinistra e di ripeterlo più volte, che è il momento di acculturare l'Italia perché solo così si potranno vincere le assurde idee del berlusconismo.

14 settembre 2008
POLITICA
Colpi di genio
La Russa, Ministro della Difesa: "I militari (coloro che combatterono per la Repubblica di Salò, i repubblichini) combatterono credendo nella difesa della Patria".

Alemanno, Sindaco di Roma: "Le leggi razziali furono un male assoluto, il fascismo un fenomeno
più complesso".

Queste sono le ormai celebri e orrende frasi pronunciate incredibilmente da due figure istituzionali sull'8 settembre e sul fascismo in generale.

é incredibile come due esponenti politici, che pensano di avere tanto spessore morale, si permettano di prunciare ancora frasi di questo tipo nel 2008. E meno male che si definiscono destra moderata e democratica.

La verità è che in Italia c'è una parte politica che ha fatto, e sta facendo, della nostalgia fascista un vero e proprio cavallo di battaglia. Lo fanno senza timore e anzi sono orgogliosi di dire queste assurdità in pubblico, addirittura se ne vantano.

Tutto questo, purtroppo, è il frutto di una politica decennale che guarda solo all'estetica e alla superficialità delle cose e dei fatti. Una politica che ama sparare più lontano che può, tanto si può sempre smentire dopo. Una politica che ama stupire, ma odia il fare. Una politica con la memoria corta, che non ricorda che è grazie a gente come Gramsci, Togliatti, Vittorini e anche De Gasperi (per non parlare di tutti quegli eroi passati alla storia con il nome di partigiani) che oggi l'Italia può definirsi un paese democratico e non grazie al fascismo, alle leggi razziali e alla Repubblica di Salò e ai repubblichini. Insomma la politica devastante messa in atto da Berlusconi e da tutti i suoi sudditi.
11 settembre 2008
POLITICA
Il punto sull'operato del governo
Forse è arrivato il momento di fare un pò il punto sull'operato di questo governo.

Sono passati ormai un pò di mesi delle elezioni. In quel periodo, Berlusconi aveva subito una delle sue ennesime finte metamorfosi. Infatti, dopo aver trasformato con il suo fare la politica italiana in un ring, dove la rissa (verbale e non) era all'ordine del giorno, durante la campagna elettorale si comportava come un saggio anziano che dispensava consigli a tutti e che voleva fare da pacere nelle diverse contrapposizioni che affliggono l'Italia; i giornali lo definirono in modo scandaloso "statista".

Come al solito, l'Italia ci cascò un'altra volta e non appena giunse a Palazzo Chigi, Berlusconi, si tolse quella maschera da vecchio senatore romano e indossò di nuovo quella che lui preferisce: la maschera nuova nuova di lifting dell'arraffone arricchito.

E così dopo pochi mesi ci troviamo di fronte a una serie di provvedimenti (alcuni già varati, altri in seguito) che catapultano l'Italia in un Medioevo aculturale, conservatore, razzista e con una casta politica ancora più privilegiata.

Aculturale perchè non c'è un solo provvedimento in favore della cultura e Bondi come Ministro per i Beni Culturali (che scriveva poesie dedicate a Berlusconi) è veramente una barzelletta.

Conservatore perchè non c'è nessuno spazio in questo governo per l'innovazione, sia essa scientifica, economica (un esempio è la questione Alitalia, dove si è fatto in modo che non si vendesse a una compagnia straniera, solo perchè è straniera e si sta tentando in tutti i modi di vendere ad una fantomatica cordata italiana, solo perchè è italiana; quindi una vendita in cui non c'è nessuna analisi dal punto di vista economico, ma solo propagandistico), culturale, sociale, mentale e sportiva.

Razzista perchè molti dei provvedimenti di Maroni vertono proprio in questo senso, senza nessuna politica di integrazione.

Una casta politica ancora più privilegiata perchè con il Lodo Alfano si è raggiunto un picco di amoralità politica.

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18 maggio 2008
POLITICA
Ricordando i Girotondi
Vorrei rivolgermi a tutti i compagni, a tutti coloro che da novembre hanno cominciato a credere in un sogno: il sogno del Partito Democratico.

A voi voglio dire, con amarezza e confusione: siete contenti di questa politica? Siete contenti del risultato elettorale? Siete contenti dell'opposizione - non opposizione?

Dopo le elezioni si sente nell'aria, tra i militanti di sinistra, uno sconforto immenso, ma sopratutto un'incapacità di reagire come opposizione; come se ormai non si potesse recuperare più nulla. A questo si aggiunge la politica di opposizione - non opposizione di Veltroni.

Infatti negli ultimi giorni si è assistito ad una sorta di omologazione e difesa reciproca fra i due maggiori partiti. Esempi di questo comportamento possono essere: il caso Schifani - Travaglio, dove la Finocchiaro ha scandalosamente difeso Schifani e attaccato senza timore uno dei più grandi giornalisti italiani; gli applausi che sono arrivati da una parte del Partito Democratico durante il discorso per la fiducia di Berlusconi alle Camere.

Ma soprattutto l'errore più grande in cui si sta andando a cacciarsi il Partito Democratico è quello di essersi dimenticato completamente di tutto quello che Berlusconi ha fatto per sè (e non per l'Italia) in questi anni. Non si parla più di conflitto di interessi, di Rete 4, delle accuse di Berlusconi alla Magistratura, della depenalizzazione del falso in bilancio, dei condannati in Parlamento e tanto altro ancora. é come se si avesse timore nel contraddire le idee di Berlusconi.

Quando al Partito Democratico gli si muovono queste critiche ribatte dicendo che è finita l'era del muro contro muro, l'era dei veleni, l'era delle contrapposizioni ideologiche. Tutto vero. Ma non si può passare dal periodo della demonizzazione al periodo della totale omologazione e difesa dello schieramento opposto. Non c'è bisogno di fare polemica per fare un'opposizione seria: bisognerebbe dire tranquillamente e chiaramente cosa ha fatto Berlusconi, senza andare nella demonizzazione e sentire fortemente la responsabilità di raccontare ogni giorno agli italiani le avventure di chi ci governa e non di nascondere tutto sotto il tappeto per rendere felice uno che è stato il primo a introdurre la demonizzazione nella politica.

Questa è opposizione. Mentre il Partito Democratico sta facendo tutt'altro.

Quindi, in questo clima di amarezza e confusione, non posso non pensare a quello che accadde nel 2002: in quel periodo ci trovavamo nella stessa situazione (aveva vinto largamente Berlusconi e c'era un sostanziale immobilismo fra i dirigenti dell'allora Ulivo), ma, al contrario di oggi, un movimento venne alla luce per sostenere le tesi di un'opposizione forte e responsabile: il movimento dei
Girotondi.

Mi rivolgo ai compagni che la pensano come me e non: leggete le parole di Moretti pronuciate a Piazza Navona e ditemi se non sono attualissime e se non aveva ragione:

Buonasera... mah... stranamente, durante questa serata ho avuto dei momenti di ottimismo, ma devo dire, purtroppo, avendo ascoltato gli ultimi due interventi che anche questa serata è stata inutile! Il problema del centro-sinistra è: per vincere bisogna saltare due, tre o quattro generazioni? Berlusconi fa il pieno del suo elettorato... parla... alla pancia... degli elettori del centro-destra... naturalmente i voti non se li guadagna, se li compra attraverso i suoi televisioni, attraverso, per esempio, dei personaggi che non sono comici, come la sinistra pensa... per esempio Fede... non è un personaggio comico... non è nemmeno drammatico... è un personaggio violento, come c'erano gli squadristi negli anni '50... come c'erano gli squadristi negli anni '50-'60 che picchiavano in testa letteralmente, così lui, metaforicamente, picchia in testa alle persone che guardano i televisori, però sono rimasto molto dispiaciuto sentendo gli ultimi due interventi e... sono stato contento di aver assistito alla nascita del nuovo leader dell'Ulivo il professore di Firenze, il geografo.... Però, dico, che, negli ultimi due interventi di Fassino e Rutelli... che scarso rispetto per le opinioni delle elettrici e degli elettori! Nei precedenti interventi si chiedeva un minimo di autocritica rispetto alle scelte di questi ultimi anni... rispetto alla timidezza... rispetto alla moderazione... rispetto a non saper più parlare alla testa, all'anima e al cuore delle persone!!! Mentre invece la burokratija che sta alle mie spalle non ha capito nulla di questa serata! Noi, mi dispiace dirlo, ma con questo tipo di dirigenti non vinceremo mai! Mi dispiace molto, perché io continuerò a votare per l'Ulivo e... (scusa un momento, scu... scusa un momento...) e... Fassino, Rutelli e altre persone hanno ricordato l'enorme maggioranza che questo centro-destra tutto italiano, barbaro ha, ma questa enorme maggioranza, non dico la vittoria, ma questa enorme maggioranza gliel'ha data l'Ulivo facendo l'altr'anno una campagna elettorale timidissima, non cercando l'unità... è il loro mestiere... io non riesco a parlare con Rifondazione Comunista non ci riesco... è più forte di me! Ma il loro mestiere è fare politica, è cercare di presentarsi insieme a Di Pietro, insieme a Rifondazione Comunista insieme ad altri partiti, insomma: facciamo che questa serata non sia stata proprio inutile!

Da:
www.wikipedia.it

10 maggio 2008
POLITICA
Due esempi di informazione vera
A proposito di informazione vera, pubblico di seguito due recenti articoli: il primo è di Gomez e parla del governo ombra, il secondo è di Corrias e parla della vicenda Visco e della pubblicazione dei redditi su internet.

L'ombra di Waterloo

Evviva, evviva è nato il governo ombra. Waterloo Veltroni lo ha presentato ieri in pompa magna: nove donne, su 21 ministri. Un ministro-sindaco (Sergio Chiamparino) che si occuperà di riforme e uno intellettuale e scrittore (Vincenzo Cerami) che seguirà i beni culturali. Fuori invece tutti i radicali, l'Italia dei Valori e Massimo D'Alema.

Veltroni durante la conferenza stampa ha spiegato: «Credo che sia dovere dell'opposizione non quello di dire soltanto dei no, ma di formulare proposte alternative. Per questo è nato il governo-ombra». Una bella frase che sorvola però su un particolare. Nelle democrazie parlamentari il primo compito dell'opposizione non è quello di dire no o di avanzare controproposte. La funzione principale è invece quella del controllo sull'attività della maggioranza. Prima della magistratura e della stampa è la minoranza il vero cane da guardia del potere. O almeno lo dovrebbe essere.

In Inghilterra, dove gli esecutivi ombra sono di fatto istituzionalizzati, il momento in cui le opposizioni fanno sentire realmente la loro voce è quello delle interrogazioni. Ogni ministro ombra pone domande al proprio corrispettivo "ufficiale". E, una volta alla settimana, il capo della minoranza ha il diritto di fare lo stesso con il primo ministro. Solo che a differenza del nostro question time, a Westminister lo si fa a sorpresa, con domande orali (al massimo sei) e senza possibilità di risposta scritta. Da noi, invece, premier e ministri in parlamento non ci vanno quasi mai. E il question time vive prevalentemente di scartoffie, sottosegretari e sonnacchiose dirette televisive. Anche per questo, guardando queste camere formate non dagli eletti dal popolo, ma dai nominati dalle segreterie dei partiti, la sensazione sempre più forte è quella di trovarsi di fronte non a una democrazia compiuta, ma solo a una sua malriuscita caricatura.

Da: www.voglioscendere.ilcannocchiale.it

Evasione & privacy

Ci sarà pure l’invidia sociale e il voyeurismo morboso a avvelenare la glasnost fiscale voluta dal povero (e martoriato) Vincenzo Visco, ma in via di principio, l’operazione trasparenza, con i redditi degli italiani consultabili via Internet, non mi sembra affatto uno scandalo. Convinto come sono che siano infinitamente più oltraggiose le bugie dei dentisti da mille euro al mese, dei commercianti con Suv, ma nullatenenti, e degli imprenditori più poveri dei propri dipendenti, come ogni anno ci raccontano le dichiarazioni dei redditi degli italiani brava gente. Tanto, tanto devoti alla propria privacy.

Hanno scritto che non è bello spiare il proprio vicino di casa o di ufficio, rovistare dentro al portafoglio di un calciatore e della sua bella. D’accordo, non è nemmeno elegante. Ma intanto l’elenco alfabetico di Internet riguarda tutti, va da a alla zeta, senza deroghe. Nei suoi labirinti si guarda e si è guardati. Non ci sono buchi della serratura a metterci in salvo, ma pagine di un libro aperto, dove tutti noi diventiamo controllori e controllati. Che poi sarebbe un principio elementare della democrazia contro il segreto, contro tutti i segreti, che di solito nutrono i poteri oligarchici e di casta.

Smisurate grida hanno convinto il garante a chiudere le porte elettroniche degli elenchi (anche se troppo tardi). Piegandosi ai clamori di un Paese dove si evadono 200 miliardi di euro l’anno. Dove trenta (o quaranta o cinquanta) italiani su cento non pagano le tasse. Compiendo un gesto antisociale, prima che contabile. Perché usano strade, scuole, ospedali, boschi, coste e città costruite con la fatica (e il denaro) degli altri. Godendosi i propri vantaggi, mordendo gli intrusi, senza mai far scandalo, ben protetti dalla privacy.

Da:
www.voglioscendere.ilcannocchiale.it


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10 maggio 2008
POLITICA
5 euro per Rete 4
Il V2-Day ha scatenato la solita ondata di polemiche e di accusse da ogni parte nei confronti di Grillo. Molte persone cadono dalle nuvole quando gli si mette davanti la prova compiuta che in Italia l'informazione, tranne qualche eccezione, non esiste o è vittima di un sistema, ormai solido, di commercializzazione.

Tra i vari temi affrontati da Grillo, durante la manifestazione, c'è quello di Rete 4.

é qualcosa di incredibile: la Corte di Giustizia Europea ha decretato che Rete 4 non deve più tramettere in analogico, che da quasi un decennio possiede delle frequenze che Europa 7 aveva acquistato dalla Stato e quindi spetta proprio a questa emittente trasmettere sulle frequenze analogiche, mentre Rete 4 dovrebbe andare sul satellite. Inoltre se non si interverrà nel fare rispettare il volere dell'Europa, si avvierà una procedura di infrazione nei confronti della Stato italiano, che verrà multato, si dice, di 300 milioni di euro al mese (equivalente al prestito ponte per Alitalia) con effetto retroattivo fino a gennaio 2006.

In pratica lo Stato, cioè noi, dovremmo pagare per le azioni nefaste di Berlusconi. Paradosso dei parodossi: ci verrebbe imposto un canone per Rete 4 (televisione commerciale), un canone per vedere ogni sera Fede e per sentire le sue sviolinate a Berlusconi.

Se non ho sbagliato i miei conti, ogni cittadino italiano dovrebbe pagare in media 5 euro al mese. 5 euro per Berlusconi e Fede.

Ovviamente Berlusconi non ha nessuna intenzione di portare Rete 4 sul satellite, tanto meno ora che gli italiani gli pagheranno la multa.

Questa è la prima sopresa del nuovo governo.
18 aprile 2008
POLITICA
Riavviciniamo le strade

Sarebbe facile ironizzare sul risultato elettorale della Sinistra Arcobaleno.

La verità è che, uno come me, che è cresciuto con gli ideali della sinistra, che ha sognato per qualche anno di fare la rivoluzione, che si batte tutt'oggi per i diritti dei più svantaggiati, che ha ammirato Togliatti e Berlinguer, non può assolutamente ironizzare su tutto questo.

E quindi, nel modo più serio possibile, cerco di analizzare quanto è successo: innanzitutto la sconfitta della Sinistra Arcobaleno non è la sconfitta della sinistra, in quanto ribadisco che il Partito Democratico è un Partito social democratico; inoltre, le cause della sconfitta vanno attribuite alla politica condotta in questi anni dalla classe dirigente capitanata da Bertinotti: una politica totalmente distante dalla realtà dei cittadini, una politica assolutamente lontana dai posti di lavoro e di ritrovo (quindi una politica lontana dal tessuto sociale di cui faceva parte), una politica con ideologie cieche che non tengono più conto degli interessi e delle aspettative di oggi, una politica che non sa proporre ma solo contraddire. Basterebbe solo questo per giustificare la sconfitta, ma c'è dell'altro: la demonizzazione del Partito Democratico e l'impossibilità di instaurare un dialogo costruttivo (in questo ha anche delle colpe il Partito Democratico), hanno avuto l'effetto contrario, quello di spostare molti voti verso il Partito Democratico.

La miscela di queste politiche cieche ha portato alla extraparlamentarizzazione della Sinistra Arcobaleno. Solo adesso i dirigenti si sono dimessi. Forse, con un pò più di lungimiranza, tutto questo si sarebbe evitato.

Adesso, però, è arrivato il momento di decidere e di cambiare: il Partito Democratico e quel che resta della Sinistra Arcobaleno (mi riferisco soprattutto a coloro i quali, ingiustificatamente, hanno abbandonato il Partito Democratico al momento della sua nascita) devono assolutamente cominciare un dialogo serio che porti le loro strade a coincidere in modo indissolubile, eliminando tutte le ipocrisie, le logiche di partito e le ideologie che hanno portato queste strade così lontane.

16 aprile 2008
POLITICA
Dopo le elezioni c'è la soluzione
Un disastro. Una sconfitta tanto assurda quanto inaspettata nelle proporzioni.

Il voto di domenica e lunedì ci fa scoprire un'Italia diversa da quella che molta gente di sinistra pensava potesse essere.

Dalle urne esce un'Italia che si rifugia nel conservatorismo per proteggersi dalla globalizzazione, che crede che uno come Berlusconi (che in 15 anni ha fatto tutto e il contrario di tutto per potersi arricchire alle spese del Paese) possa ancora essere l'uomo del futuro, che non si scandalizza più di niente, che acclama coloro i quali si reputano senza nessun pudore razzisti, che si vuole reggere sempre più fermamente su logiche clienteliste, che non considera più la cultura come la base per la crescita del Paese.

Come si è potuta trasformare così rapidamente la società italiana abbandonando tutte le sue peculiarità (soprattutto quella egemonica della cultura) a favore di un materialismo e di una cultura di massa sempre più incalzanti?

Ma soprattutto, come è possibile che tutta la classe dirigente di sinistra (intendendo Partito Democratico e Sinistra Arcobaleno) non si sia accorta di tutto questo per porvi un rimedio? Come è possibile, inoltre, che il grande popolo della sinistra si sia decimato in questo modo?

Da lunedì sera mi pongo questi interrogativi, a cui non riesco a dare delle spiegazioni complete.

Innanzi tutto c'è da dire che il governo Prodi e la sua ombra sul Partito Democratico hanno fatto allontanare tanti elettori (notizia di oggi che Prodi si è dimesso da presidente del Partito Democratico, avendo capito che parte della sconfitta è attribuibile a lui). Forse, adesso, si dovrebbe cominciare ad ammettere da sinistra che il governo Prodi è stato veramente un fallimento.

Inoltre, durante la campagna elettorale si è assistito alla cosiddetta fine dell'anti berlusconismo, credendo che ormai la figura di Berlusconi non fosse più così attraente come poteva esserlo nel 1994. Invece Berlusconi è vivo e vegeto e capace di attirare su di sè ancora un grande consenso. Forse sarebbe stato il caso, durante la campagna elettorale, di ricordare agli elettori tutte le furbate fatte da Berlusconi per arricchirsi e sfuggire alla Giustizia durante i suoi governi. Fare finta che non esistesse, molto probabilmente, è stata una scelta fra le più nefaste e che ha fatto allontare altre quote di elettori.

Infine, la teoria da parte del Partito Democratico di sfondare al centro non ha dato i frutti sperati. Pochi voti sono venuti dal centro. Invece molti voti sono venuti da sinistra, indicando ancora una volta che la strada del Partito Democratico è una strada social democratica.

Proprio in quest'ultimo punto sta la chiave di volta del cammino del Partito Democratico: é giunta l'ora (ne danno prova i risultati elettorali) che bisogna aprire a sinistra, bisogna aprire a quella gran parte della sinistra che vuole governare coscientemente, che ama la democrazia e i principi della Social Democrazia. Solo così il Partito Democratico potrà veramente ambire a diventare un grande partito moderno.
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